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Visigoti
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I mwbgVisigoti furono un mwbwpopolo germanico di origine mwcascandinava, appartenente alla tribù dei mwcqGoti. Furono tra quei mwcgpopoli barbari che, con le loro migrazioni, contribuirono alla crisi e alla mwcwcaduta dell'Impero romano d'Occidente. Dopo la fine dell'mwdaimpero i Visigoti giocarono un ruolo molto importante nello scacchiere mwdqeuropeo per altri due secoli e mezzo.
Il nome Visigoti vuol dire "Goti nobili" (mwdwWi si in gotico vuol dire "degni" o "nobili"); furono comunque anche citati come Goti dell'Ovest (dal tedesco mweaWestgotencite-ref-montanari-1-0[1]), mentre i Goti che si erano stanziati lungo il bacino del mwfqDnepr furono detti mwfgOstrogoti (Goti dell'Est, dal tedesco mwfwOstgoten).
Contents
• Note
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Storia dei Visigoti
La storia dei Visigoti ha inizio, come storia del popolo autonomo e non più come parte della mwgwfamiglia gotica indifferenziata, dopo la metà del III secolo sul confine nordorientale dell'mwhaImpero romano, sulla sponda sinistra del mwhqDanubio, in quella regione che era stata parte dell'impero ed era conosciuta come mwhgDacia. Nel 332 i Visigoti, che erano stanziati tra la mwhwMoldavia e la mwiaValacchia, sfondarono il Limes, ma furono sconfitti dall'imperatore mwiqCostantino. Tuttavia, invece di rientrare nelle loro basi secondo la modalità consueta delle mwiginvasioni barbariche del III secolo, furono accolti dall'imperatore all'interno dell'Impero romano, in seguito a un accordo che li impegnava, in cambio del territorio ottenuto, a difenderne i confini. Da allora rimasero in pace fino a quando nel 367, condotti da mwiwAtanarico, entrarono in contatto con l'mwjaImpero romano, appoggiarono l'usurpazione di mwjqProcopio contro l'imperatore mwjgValente e pianificarono una rivolta.
Nel 369 l'mwlqimperatore romano mwlgValente, attraversato il mwlwDanubio, li sconfisse, ma Atanarico riuscì a negoziare una pace favorevole per i Goti, grazie al fatto che si era ritirato sui mwmaCarpazi. Fu allora siglata una tregua che sospendeva i precedenti rapporti di collaborazione basati sui sussidi (o tributi) offerti dai Romani in cambio di contingenti mercenari, stabilità nella regione e scambi commerciali. La maggior parte dei Visigoti era mwmqpagana della tradizione mwmgmitologica scandinava, e aveva come capo Atanarico, mentre una parte si era convertita al mwmwCristianesimo, per la precisione al credo mwnaariano, promosso da mwnqUlfila, e faceva capo a mwngFritigerno, per cui i Visigoti fecero capo ai due condottieri. Lo stesso vescovo Ulfila aveva intrapreso la traduzione della mwnwBibbia, che divenne così il primo testo in mwoalingua gotica e la più estesa testimonianza delle mwoqlingue germaniche antiche.
Accolti nell'Impero romano
Nel 375, incalzati dagli mwpaUnni che, giunti nel frattempo in Europa, avevano sconfitto gli mwpqAlani e sottomesso i Goti dell'Est o mwpgGreutungi, li avevano scacciati dalla loro regione d'insediamento tra il Danubio e il mwpwMar Nero. I mwqaTervingi, parte dei quali si era ritirata in mwqqTransilvania con Atanarico, dopo avere perso gran parte delle loro ricchezze, decisero di passare con Fritigerno e chiedere asilo a Valente, accalcandosi in duecentomila tra le foci del Danubio, la mwqgMesia e la mwqwTracia (376). Secondo gli accordi i Goti sarebbero stati coscritti nell'mwraesercito romano e a loro sarebbe stata concessa piena mwrqcittadinanza, ma in realtà non accadde niente di tutto questo. Anche i Greutungi, senza essere invitati, erano entrati nei confini dell'Impero. La presenza di troppe persone in un'area ristretta, come la provincia della mwrgMesia, che era stata loro assegnata portò a una penuria di cibo, che causò l'inizio delle ostilità tra Romani e Goti.
L'accoglienza fu concessa, ma malamente gestita: i Goti furono spogliati delle armi e privati dei bambini, consegnati come ostaggi, ma non venne adeguatamente assicurato l'approvvigionamento alimentare. La fame e gli stenti spinsero i Tervingi, guidati da mwvqFritigerno alla rivolta: si unirono agli mwvgGreutungi che avevano a loro volta passato il Danubio e insieme sconfissero un mwvwesercito romano a mwwaMarcianopoli. Mosse allora contro i Germani lo stesso imperatore che, nella mwwqbattaglia di Adrianopoli (378), subì una disastrosa sconfitta, tanto da cadere egli stesso sul campocite-ref-montanari-1-1[1]. La battaglia di Adrianopoli fu il momento culminante di una serie di scontri che si combatterono pressoché ininterrottamente, nelle mwxgprovince romane di area mwxwbalcanica, fino al 382, noti come mwyaGuerra gotica. I Goti invasero la mwyqTracia e saccheggiarono i Balcani, arrivando sino in Grecia, ma alla fine ottennero soltanto un successo parziale. Atanarico riuscì a negoziare una pace, nel 381, con il nuovo imperatore mwygTeodosio I, e ottenne che i Visigoti divenissero alleati ufficiali di Roma, che concesse loro una autonomia che prima mai era stata concessa alle nazioni sottomesse dai romani e la possibilitàdi stabilirsi nella regione dei mwywBalcani. La pace fu ratificata solo l'anno dopo, nel 382, dai nuovi capi dei Visigoti, tra cui mwzaFravita, e il trattato valse fino alla morte di Teodosio nel 395. Ai Visigoti, cui fu riconosciuto lo status di mwzqmwzgfoederati, venne assegnata la mwzwTracia settentrionale (province di mwaaScythia e di mwaqMoesia Minor), ma una parte di essi fu insediata in mwagMacedonia. Secondo la concezione del mwawdiritto germanico, i capi goti si ritenevano vincolati ai patti solo in forma individuale, e non già "statale".
Nel 390 un giovane principe della mwbqdinastia dei Balti, il ventenne mwbgAlarico, guidò i Visigoti, gli Unni e altre tribù provenienti dalla sponda sinistra del mwbwDanubio nell'invasione della mwcaTracia, saccheggiandola; l'mwcqimperatore romano, mwcgTeodosio I, nel 391, intervenne personalmente, ma cadde in un'imboscata sul fiume mwcwMaritsa, dove rischiò la vita. Nel 392 i Visigoti di Alarico vennero circondati sulla Maritsa in mwdaTracia dal generale mwdqStilicone, ma Teodosio li perdonò e li lasciò tornare nella loro provincia rinnovandogli il trattato del 382. Le truppe visigote, alla mwdgbattaglia del Frigido (mwdwtributario del fiume mweaIsonzo), il 5 settembre 394, costituirono l'avanguardia, che subì gravissime perdite, dell'esercito di Teodosio I, ma, alla morte dell'imperatore, il 17 gennaio 395, Stilicone inviò i Visigoti nella loro provincia e non fu più pagato il tributo annuale che Roma versava loro. Questi fatti, secondo almeno Giordane, contribuirono a compromettere la pace che era stata raggiunta tra Goti e Romani e a fare ricominciare le ostilità.
Inizio della migrazione
I Visigoti, nel 395, proclamato re Alarico, invasero la Tracia, la mwewMacedonia, la mwfaTessaglia, la mwfqBeozia e l'mwfgAttica; furono fermati dal generale Stilicone, reggente dell'mwfwImpero romano d'Occidente, per conto dell'imperatore mwgaOnorio, ancora bambino. Ma l'mwgqimperatore d'oriente, mwggArcadio, intimò a Stilicone di rientrare in Occidente, e all'esercito romano-orientale di rientrare a mwgwCostantinopoli, lasciando un contingente alle mwhaTermopili per difendere la mwhqGrecia.
I Visigoti, forse per merito del tradimento, si impossessarono del famoso passo, attraversarono la mwhwBeozia e l'mwiaAttica, occuparono mwiqIl Pireo, e costrinsero mwigAtene alla resa, senza saccheggiarla. Poi si diressero a mwiwEleusi, dove distrussero il mwjatempio di Demetra, determinando la definitiva interruzione delle celebrazioni dei mwjqMisteri Eleusini. Nel corso del 396 tutto il mwjgPeloponneso fu occupato; mwjwCorinto, mwkaArgo, mwkqSparta e molti altri siti subirono la violenza e le devastazioni dei Visigoti.
Nel 397 Stilicone sbarcò a Corinto con un esercito e cacciò i Visigoti dall'mwkwArcadia e li accerchiò a mwlaElice. Ma, ancora una volta, richiamato per una rivolta in mwlqAfrica, fece con loro un'alleanza contro l'impero d'oriente, permettendogli di ritirarsi sulle montagne verso il nord dell'mwlgEpiro, dove Arcadio, nel 399, offrì loro del denaro e nominò il loro re, Alarico, mwlwmwmamagister militum dell'mwmqIllirico romano, in pratica governatore militare dell'Epiro già occupato, concludendo così la pace. Alarico approfittò della collaborazione con l'impero d'oriente per rafforzarsi, soprattutto riarmò i Visigoti negli arsenali romani.
I Visigoti, passando da mwmwAemona, nel 401 arrivarono in mwnaItalia, e da mwnqAquileia si diressero su mwngMilano, dove si trovava l'imperatore Onorio, ma furono fermati a mwnwPollenzo (402), da Stilicone, che nominò Alarico mwoamagister militum, purché lasciasse l'Italia. Dopo essere usciti dall'Italia, i Visigoti non si allontanarono dai confini e, nel 403, rientrarono, mwoqassediando Verona, dove vennero sconfitti da Stilicone che li costrinse a rinnovare il patto di alleanza contro l'impero d'oriente e dovettero rientrare in Epiro. mwogStilicone, dopo averli sconfitti, gli concesse la possibilità di stabilirsi nell'mwowarea danubiana e favorì la loro integrazione nell'esercito romano. Ma presto abbandonarono l'mwpaIlliria per stabilirsi tra il mwpqNorico e la mwpgPannonia, dove rimasero sino alla morte di Stilicone (23 agosto 408).
Invasione dell'Italia e sacco di Roma
Tra il 400 e il 410 i Visigoti entrarono in Italia e per ottenere una sovvenzione e una provincia in cui stabilirsi, tentarono a più riprese un accordo con l'imperatore mwqgOnorio, che era trincerato a mwqwRavenna, finché, spazientiti, ritornarono a Roma (per la terza volta) e, il 24 agosto 410, poco tempo dopo la morte di mwraStilicone (408), grazie al fatto che la mwrqporta Salaria era stata aperta a tradimento, entrarono e la saccheggiarono (mwrgSacco di Roma), per tre giorni.
I Visigoti lasciarono Roma carichi di bottino e tentarono di passare in mwtaSicilia, per poi impadronirsi dell'mwtqAfrica, il granaio dell'Impero. Ma una tempesta disperse e affondò le navi quando erano già in parte cariche e pronte a partire. Allora ripresero la via del nord; ma in mwtgCalabria, nei pressi di mwtwCosenza, Alarico si ammalò improvvisamente e morì.
Arrivo in Gallia
Il nuovo re, suo fratello mwvgAtaulfo, li guidò a ritroso lungo la penisola, fino alla mwvwGallia dove giunsero nel 412. Nella primavera del 412, passando per la via militare che da mwwaTorino portava al mwwqfiume Rodano attraversarono il mwwgColle del Monginevro. Si stabilirono tra la mwwwProvenza e l'mwxaAquitania, e Ataulfo, in un primo tempo, appoggiò l'usurpatore mwxqGiovino, poi strinse un patto con Onorio: in cambio di rifornimenti, terre e oro, gli avrebbe consegnato l'usurpatore e avrebbe liberato mwxgGalla Placidia, sorella di Onorio fatta prigioniera durante il mwxwSacco di Roma del 410.
Il re visigoto mantenne la parola, ma Onorio non la mantenne, a causa dei problemi dovuti alla rivolta in mwyqNordafrica di mwygEracliano. Il re visigoto, in risposta, non liberò Galla Placidia e anzi attaccò prima mwywMarsiglia (che gli resistette) e poi occupò mwzaNarbona, mwzqTolosa e mwzgBordeaux.
Nel gennaio del 414 Ataulfo sposò Galla Placidia, e grazie all'influenza della moglie, progettò una politica di fusione fra Goti e Romani, affinché la forza dei primi rinforzasse la cultura e il nome dei secondi. Ma il generale mw0aFlavio Costanzo bloccò i porti gallici e costrinse i Visigoti ad arretrare prima a mw0qNarbona e poi, valicati i mw0gPirenei, a ritirarsi verso la mw0wTarraconense, occupando mw1aBarcellona.
Nel 415 i Visigoti tentarono nuovamente di impossessarsi del granaio romano dell'Africa. Ma la flotta visigota fu distrutta da una tempesta durante la traversata da Gibilterra; l'imperatore inoltre aveva inviato un distaccamento militare alle mw1gcolonne d'Ercole che dissuase i goti.
Regno visigoto
Allora il nuovo re mw3gWalia siglò un trattato di pace con il generale mw3wFlavio Costanzo; in cambio di mw4a600 000 misure di grano e del territorio della regione d'mw4qAquitania, dai mw4gPirenei alla mw4wGaronna, i Visigoti, in qualità di mw5afoederati dell'Impero, si impegnavano a combattere in nome dei Romani i mw5qVandali, gli mw5gAlani e i mw5wSuebi, che nel 406 avevano attraversato il fiume Reno e si erano dislocati nella provincia d'mw6aHispania; le eventuali province recuperate le avrebbero restituite all'Impero. I Visigoti inoltre restituirono mw6qGalla Placidia all'imperatore.
Nel 416 i Visigoti invasero l'Hispania, dove tra il 416 e il 418 distrussero i Vandali silingi e sconfissero gli Alani così duramente che rinunciarono di eleggere il successore del defunto re mw6wAddac e si posero sotto il governo di mw7aGunderico, re dei Vandali mw7qAsdingi, che da allora ebbe il titolo di mw7grex vandalorum et alanorum. E quando, nel 418, si accingevano ad attaccare i Vandali asdingi e i Suebi che si trovavano in Galizia, Costanzo li richiamò in Gallia, permettendo ai Visigoti di stanziarsi nella Valle della Garonna, in Aquitania (l'Aquitania secunda, la zona di mw7wTolosa).cite-ref-3[3] Questa donazione venne probabilmente fatta con il contratto di mw9amw9qhospitalitas, l'obbligo di ospitare i soldati dell'esercito.cite-ref-4[4] La scelta dell'Aquitania come luogo di stanziamento dei Visigoti sembra motivata da ragioni di carattere strategico: infatti era un luogo poco distante sia dalla Spagna occupata in parte dai Barbari, sia dalla Gallia nord-occidentale, dove si erano rivoltati i gruppi autonomisti Bagaudi. Il primo insediamento formò il nucleo del futuro regno visigoto che si sarebbe espanso fin oltre i mw-gPirenei. Walia stabilì la propria corte a mw-wTolosa, che divenne così la capitale visigota per il resto del quinto secolo.
Durante il V secolo i possedimenti dei Visigoti oltre all'mw-qAquitania e alla mw-gProvenza si estesero anche alla parte settentrionale della mw-wPenisola Iberica. Il secondo grande re visigoto, Eurico, unì le varie fazioni in lotta tra di loro e, nel 475, obbligò il governo romano a garantirgli piena indipendenza. Alla sua morte i Visigoti erano il più potente degli stati che presero il posto dell'Impero romano d'Occidente. I Visigoti divennero anche la potenza dominante in penisola iberica, sconfiggendo velocemente gli Svevi, che mantennero comunque il possesso della Galizia. Tra il 466 e il 480 il re mwaqaEurico emanò un mwaqecodice che da lui prende il nome, seguito pochi anni dopo dalla mwaqimwaqmLex Romana Visigothorum promulgata da mwaqqAlarico II, che raccoglieva importanti norme legislative ispirate alla mwaqutradizione giuridica romana.cite-ref-5[5]
All'inizio del VI secolo i Visigoti furono sospinti dalla pressione dei mwaraFranchi fuori della Gallia (dove mantennero solo la fascia costiera mediterranea, chiamata mwareSettimania) verso la mwariPenisola Iberica, dove diedero vita a una società con una forte eredità politico-amministrativa romana con capitale mwarmToledo. In seguito, dopo la metà del VI secolo, riuscirono a espandersi a danni dei mwarqSuebi e del mwaruloro regno, ma subirono il tentativo di conquista da parte di mwaryGiustiniano I, che per breve tempo strappò loro la Spagna meridionale (grossomodo la Betica e Granada). Il popolo visigoto, seguendo come di consueto la decisione del re, in questo caso mwarcRecaredo, si convertì dall'mwargarianesimo al mwarkcredo niceno nel 589 in occasione del mwaroConcilio di Toledo.
Nel corso del VII secolo il potere regale lottò per rafforzarsi e imporre una successione dinastica in opposizione al sistema elettivo, e tutte le decisioni vennero ufficializzate al mwarwconcilio di Toledo (se ne tennero diciotto). Nel 624 i Visigoti riuscirono a espellere i Bizantini dalla Spagna, unificandola sotto il loro dominio.
Infine all'inizio del VII secolo iniziarono le mwar4persecuzioni antiebraiche, che nel corso del secolo si intensificarono, facendo in modo che gli mwar8Ebrei (il 10% della popolazione della Penisola Ibericacite-ref-6[6]) durante l'mwasqinvasione araba del 711, si schierassero a fianco degli invasori.
Il regno dei Visigoti cadde a seguito della mwasyconquista effettuata dai Mori guidati dagli mwascArabi tra il 711 e il 713. I Visigoti resistettero, per poco, solo nella provincia mwasgTarraconense (l'ultimo baluardo, mwaskBarcino cadde nel 717) e in mwasoSettimania, che comunque fu occupata dai mwassmusulmani, tra il 720 e il 725.
Legislazione visigota
I Visigoti accettarono la tradizione giuridica romana, inizialmente l'applicazione della legge era in via del principio della personalità del diritto, cioè ai Romani si applicava la legge romana, ai Visigoti la legge visigota. Nel 475 vi è l'emanazione del Codice Visigoto di Eurico, redatto con diretta assistenza dei giuristi romani. Questo codice fu più tardi affiancato dalla mwas8Lex Romana Visigothorum, che verrà emanata nel 506 da Alarico II. La legislazione visigota fu la più complessa tra le legislazioni barbare e postromane, venne distrutta nel 711 con la conquista musulmana dell'intera Spagna.
Architettura visigotica
Tra la metà del VII secolo e l'inizio dell'mwatcsecolo successivo si sviluppa un'architettura ecclesiastica che riprende l'impianto basilicale tradizionale romano e contemporaneamente delinea una tipologia a pianta centrale dalle forme massicce; sono presenti le influenze protobizantine di area egea e siriaca. Tra gli edifici più significativi troviamo le mwatgchiese di mwatkSan Juan de Baños (l'edificio visigoto più antico di cui si sia a conoscenza), mwatoSan Pedro de la Nave, mwatsSão Frutuoso de Montelios.
Cronologia
• 334 – 372: mwat8Saba il Goto, o anche Sabbas, o Sava, fu un cristiano che sarebbe stato martirizzato in Dacia durante il regno di Valentiniano I e di Valente. È venerato come santo dalla Chiesa cristiana ortodossa.
• 395: Inizio del regno di Alarico I.
• 401: I Visigoti invadono la Penisola Italica.
• 402: I Visigoti sono sconfitti una prima volta nella mwaumBattaglia di Pollenzo dal generale mwauqromano di origine vandala mwauuStilicone. Seguirà nel 403 un'altra mwauybattaglia a Verona che respingerà i Visigoti verso l'mwaucIlliria. Sempre in questo anno la capitale dell'Impero si sposta da mwaugMilano a mwaukRavenna, più facilmente difendibile.
• 412: Sotto la guida del nuovo re risalgono la penisola ed entrano in mwavaGallia.
• 416: Alla guida di Walia entrano in mwavuSpagna come mwavyfederati di Roma per combattere gli altri barbari presenti nella regione, sconfiggendo duramente mwavcVandali e mwavgAlani.
• 418: I Visigoti ottengono da Roma altre terre in mwavoAquitania e vengono confermati federati.
• 451: mwawaAttila, re degli mwaweUnni, invade la Gallia, ma viene sconfitto dal generale mwawiEzio nella mwawmbattaglia dei Campi Catalaunici, svoltasi presso l'attuale mwawqTroyes. A questa battaglia partecipano, a sostegno dell'mwawuesercito romano, anche i Franchi e i Visigoti guidati dal loro re mwawyTeodorico I, che vi perde la vita.
• 456: Il mwawgre degli Svevi mwawkRechiaro viene sconfitto e ucciso dai Visigoti, che cominciano a espandere il loro regno sulla Penisola Iberica.
• 457: mwawsAvito viene eletto imperatore con il sostegno dei Visigoti di mwawwTeodorico II.
• 468: Nuova vittoria sugli Svevi in mwaw4Lusitania che viene conquistata e diviene parte integrante del regno visigoto.
• 470 circa: Viene promulgato il mwaxamwaxeCodice di Eurico.
• 475: I Visigoti controllano ora il Sud-Ovest della mwaxmGallia e buona parte della mwaxqPenisola Iberica, tranne il regno mwaxusvevo della mwaxyGalizia. L'imperatore mwaxcGiulio Nepote accorda ai mwaxgVandali i territori conquistati.
• 476: Mentre mwaxoOdoacre depone l'ultimo mwaxsimperatore romano d'Occidente, mwaxwEurico completa la conquista del sud della Gallia fino ai confini con l'Italia e consolida il suo potere in Spagna.
• 477: I Visigoti tentano l'invasione dell'mwax4Italia, ma sono sconfitti da Odoacre, ed è stipulato un trattato, garante l'mwax8imperatore d'Oriente, mwayaZenone che, riconoscendo la Provenza ai Visigoti e l'Italia a Odoacre, in pratica spartisce l'Impero romano d'Occidente tra i Visigoti e Odoacre.
• 506: La chiesa dei Visigoti, chiesa cristiana seguace dell'mwaymarianesimo tiene un sinodo e il loro re mwayqAlarico II tenta un riavvicinamento tardivo con i cristiani conciliari. Nello stesso anno il re promulga una legge per i propri sudditi gallo-romani (mwayuBreviario di Alarico o Lex Romana Visigothorum), ispirato dal mwayyCodice teodosiano.
• 507: mwaygAlarico II viene ucciso nella mwaykbattaglia di Vouillé presso mwayoPoitiers contro i Franchi di mwaysClodoveo I alleati ai mwaywBurgundi di mway0Gundobado. I Visigoti perdono buona parte della Gallia e sono spinti verso la Penisola Iberica, dove trasferiscono il loro Regno, mantenendo la mway4Lex Romana Visigothorum e portano la nuova capitale provvisoriamente a Barcino (l'attuale mway8Barcellona), la nuova capitale sarà mwazaNarbona.
• 508: L'intervento di mwaziTeodorico il Grande mwazmre degli Ostrogoti nel sud della Gallia, respinge Franchi e mwazqBurgundi a nord, mantenendo al regno dei Goti la Provenza e la mwazuSettimania. Egli assume la reggenza del regno visigoto in nome del giovane nipote mwazyAmalarico.
• 525: mwazgTeodorico il Grande imprigiona il Papa dopo che questi non riesce a mediare tra i Visigoti e mwazkBisanzio.
• 541: Vittoria, ai Pirenei, sui Franchi in fuga dopo avere saccheggiato Pamplona e la Navarra.
• 541: I Franchi tentano di sfondare nel Nord della Spagna ma vengono respinti a mwaz8Saragozza.
• 545 circa: la capitale viene portata a mwaaeToledo.
• 554: Inizio del regno di mwaamAtanagildo alleato con Bisanzio contro il suo predecessore mwaaqAgila I.
• 585: mwaayLeovigildo conquista il regno degli Svevi a Nord-Ovest della Spagna e controlla quasi completamente la penisola.
• 586: Muore Leovigildo l'ultimo re visigoto ariano.
• 589: Recaredo I impone il credo niceno ai suoi sudditi al concilio di mwaa0Toledo e mette così fine ufficialmente all'mwaa4arianesimo che non viene più tollerato nel regno visigoto.
• 612: Il re mwabaSisebuto, il 1º luglio inasprisce le sanzioni contro gli Ebrei, applicando la mwabelex Romana di Alarico II, mai applicata prima.
• 629: Il re mwabmSuintila, dal 629, fu il primo re visigoto di mwabqtotius Spaniae, dopo avere completato la conquista della provincia bizantina.
• 654: Il re mwabyReccesvindo promulga un codice ispirato ai mwabcfueros, consuetudini visigote di origine mwabgromana che istituisce una totale parità tra i suoi sudditi, e che il padre mwabkChindasvindo, con l'assistenza di Braulio, vescovo di mwaboSaragozza, aveva cominciato a elaborare alcuni anni prima; la raccolta, detto mwabscodice di Reccesvindo (mwabwlex Reccesvindiana) o mwab0Liber Judiciorum oppure mwab4Forum Judiciorum, sostituì il celebre mwab8Lex Romana Visigothorum o mwacaBreviario di Alarico, che regolava i diritti degli Ibero-Romani e il mwacecodice di Leovigildo, che regolava i diritti dei Visigoti, con un ordinamento giuridico unico che era più vicino al vecchio codice del diritto romano e un po' meno al codice germanico.
• 672: il re mwacmVamba si fece consacrare, tramite l'unzione sacra dall'mwacqarcivescovo di Toledo; fu il primo re d'origine «mwacubarbara» in mwacyoccidente a farsi consacrare, imitato, circa 80 anni dopo, dal re dei mwaccFranchi mwacgPipino il Breve, per legittimare il suo potere.
• 687: Inizio del regno del re mwac0Egica.
• 698: il mwadmcaliffo mwadqomayyade, mwaduʿAbd al-Malik ibn Marwān, nomina mwadygovernatore del mwadcNord Africa il generale mwadgyemenita, mwadkMusa ibn Nusayr, che portò a termine la conquista dei territori mwadoberberi e attrezza una flotta per la futura conquista delle isole mwadsBaleari, possedimento mwadwbizantino.
• 711: Invasione mwaeeislamica e fine del regno dei Visigoti dopo la mwaeiBattaglia del Guadalete.
• 721: Morte di Ardo e caduta di mwaegNarbona.
• 725: I musulmani, in prevalenza mwaeoberberi (volgarmente chiamati nelle cronache cristiane mwaesMori), completano l'occupazione della mwaewSettimania.
Note
cite-note-montanari-11. ↑ mwafumwafyM. Montanari, mwafcStoria medievale, Roma-Bari, mwafgEditori Laterza, 2009, p.mwafk 23, mwafoISBNmwafs 978-88-420-6540-1.
cite-note-21. Alexandru Odobescu, Le Trésor de Pétrossa, Étude sur l'orfèvrerie antique, Tome deuxième, Éditions J. Rothschild, Paris, 1889 (rééditionmwaga : Cultura, Wetteren (Belgique)
cite-note-44. ↑ Heather 1996, Sivan 1987
cite-note-66. ↑ "Storia di popoli" testo per scuole medie, Bonifazi editore, pagina 165
Bibliografia
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itVisigoti, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Visigoti, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• (EN) Visigoti, su Comic Vine, Fandom.